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commento
di Carlo Alberto Madrignani
Il
Risonante Parlascio
di SantAndrea Teatro, Sacchi di Sabbia e Gruppo Res
Esiste
da anni una compagnia teatrale, I Sacchi di Sabbia, che opera entro
circuiti ristretti e mal riconoscibili. Non lo fa per snobismo o
per affettazione perfezionistica; anzi il suo motivo ispiratore
è quello di esporsi, lavorare nelle piazze, sfidare e divertire
la gente.
La
compagnia è diretta da Giovanni Guerrieri, che, con Giulia
Gallo, Enzo Illiano e Gabriele Carli, progetta e costruisce spettacoli;
giovani talenti che scrivono dirigono e recitano con verve popolare
e gusto dellintrattenimento, lontano dalle ricerche intellettuali
quanto aperti a godibili variazioni e contaminazioni di natura popolare.
Il che non esclude alcune punte di raffinatezze e di transcodificazioni
abilmente orchestrate. Sulle piazze di Pisa, nelle calde notti di
giugno, si sono mossi eroi improbabili e multipli, come un don Giovanni
napoletanizzato, oppure storie di vicende ottocentesche in cui rifluiscono
umori popolari e deformazioni alla Courteline.
Pochi
giorni fa è andato in scena un sorprendente trittico
imperniato su tre Repubbliche Marinare (lesclusa è
proprio quella patria), che rappresenta una svolta nel tracciato
"storico" della compagnia. Il regista (che, ahimè
non recita) ha mirato ad accentuare lelemento spaziale, ha
scelto il chiuso, ristretto spazio di un barbarico luogo medievale,
alla Porta del Parlascio, dove i dodici spettatori prescelti
ascoltano il cupo risuonare di una concavità sonora che resuscita
lontane, fiabesche vicende, divise fra medievale cortesia e fascini
della lontananza. La regia impone una recitazione immobile e flautata
che vibra nelloscurità di volte dimmensità
quasi disumana. E una forma di teatro dellascolto, percepito
attraverso unestenuante attenzione, come se ludire fosse
una proiezione del misterioso luogo che avvolge e dematerializza
lo spettatore. Questo effetto di concavità sonora è
realizzato appoggiandosi ad un artificio, come dire, posturale,
di originale innaturalezza. La scena non è posta sul davanti;
nella volontà di ridurre leffetto corporale della vista
diretta, gli attori recitano sul dietro, alle spalle dello spettatore,
coinvolto in una tensione di ascolto potenziato e monocratico. La
partecipazione visiva cè, ma dirottata e costretta
nellambito claustrofobico di alcuni specchi, che gli attori
tengono sollevati di fronte allo spettatore. Questultimo,
catturato da unavventura scenica di impalpabili presenze,
è preda di fantasmatici suoni che provengono da un aldilà
popolato di voci misteriosamente suasorie.
E
un teatro a cui anche Ulisse avrebbe dato ascolto; le sue sirene
hanno i deboli accenti di una memoria che fluisce al di là
degli eventi e incatena le orecchie di chi scopre il richiamo di
ancestrali miti musicalmente identitarii.
Produzione SantAndrea
Teatro, I Sacchi di Sabbia, Gruppo Res in collaborazione con lAssessorato
al Turismo della Città di Pisa
con
Marco
Azzurrini, Andrea Borrini, Bruce Borrini, Nicola Borrini, Valerio
Chellini, Alvaro De Caceres, Patrizia De Salvo, Marta Faucci, Andrea
Fiorentini, Stefania Fois, Giulia Gallo, Giulia Gambini, Giovanni
Guerrieri, Enzo Illiano, Andrea Lancioni, Nicola Magozzi, Silvio
Oliveiro, Silvia Pagnin, Federico Polacci, Ludovica Rosati, Laura
Rossi, Cristiana Soldaini, Alessandra Taffi.
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